Rendere visibile l'invisibile: il ritmo, l'intensità del suono, il fraseggio musicale

Laboratori partecipati di musica, scenografia e drammaturgia

Giornata di Studi e Formazione

20 aprile 2026, ore 9:30

Aula Teatro Palazzo Tiravanti, viale Mazzini 12, Frosinone

Rendere visibile l'invisibile: il ritmo, l'intensità del suono, il fraseggio musicale.
Trasformare l’opera lirica in un’esperienza visiva non significa solo ‘tradurre parole’, ma dare corpo all’anima della musica. È una sfida affascinante e di grande valore sociale: non è solo traduzione, è trasmutazione di un’energia da un senso all’altro.

Intervengono:

  • Prof. Dr. Pietro Celo
  • Prof. Dr. Carmen Ceschel
  • Dr. Valeria Licitra
  • Dr. Sonia Muccio

Il giorno 20 aprile 2026, alle ore 9:30, presso l’Aula Teatro di Palazzo Tiravanti (viale Mazzini 12), l’Accademia di Belle Arti di Frosinone ospiterà una Giornata di Studi e Formazione volta a indagare e dibattere le frontiere dell’accessibilità nel melodramma. L’incontro si propone come un momento di riflessione profonda per esplorare come la musica possa essere vissuta e compresa oltre il confine dell’udito.

L’opera lirica è un patrimonio immateriale dell’umanità che parla un linguaggio universale, ma come può “ascoltare” il melodramma chi non può sentire? Il progetto Polimnia nasce per abbattere la barriera del silenzio, trasformando la musica in una dimensione puramente visiva e corporea. Attraverso questi laboratori partecipati di musica, scenografia e drammaturgia, esperti di linguistica, traduttori e artisti lavorano per codificare non solo il libretto, ma l’anima stessa della partitura. Grazie alla Lingua dei Segni Italiana (LIS) e a nuovi linguaggi performativi, l’opera diventa uno spettacolo totale dove il ritmo si fa gesto e l’emozione musicale si manifesta sul palcoscenico per essere finalmente guardata, vissuta e condivisa da tutti.

In questa giornata di studi e formazione, il percorso di accessibilità viene esplorato attraverso direttrici complementari che ridefiniscono il rapporto tra suono e visione. Il Prof. Pietro Celo, ricercatore presso l’Università di Parma ed esperto di traduttologia delle lingue segnate, delinea le basi scientifiche di questo passaggio intermodale, illustrando attraverso il caso del Rigoletto di Verdi come sia possibile restituire la complessità del dramma operistico attraverso il canale visivo-gestuale. A questa visione si affianca quella della Prof.ssa Carmen Ceschel, dirigente scolastico e dottoranda dell’Università dell’Aquila, che invita a superare il concetto di “adattamento” per abbracciare la Signed Music e la cultura Sorda: una prospettiva in cui la musica supera la necessità del suono udibile e mette al centro la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e i suoi parametri, rivendicando una propria estetica autonoma e potente.

La dimensione pratica e performativa di questa ricerca trova espressione nelle esperienze di Valeria Licitra e Sonia Muccio, interpreti e traduttrici LIS attive nella valorizzazione del patrimonio operistico siciliano. Attraverso l’analisi delle produzioni in particolar modo Cavalleria Rusticana, esse mostrano come la monumentalità delle scene corali e il verismo dei sentimenti possano trasformarsi in una partitura di segni, dove il corpo dell’interprete diventa lo strumento che rende visibile il fraseggio musicale e l’intensità del suono. Insieme, questi contributi dimostrano che il melodramma può superare i confini dell’udito per farsi esperienza universale, formando nuove professionalità e sensibilizzando l’intera comunità verso un’arte realmente senza barriere.